Whisky Sour Cocktail: Ricetta e Preparazione

Whisky Sour Cocktail: Ricetta e Preparazione

WHISKEY SOUR

1 2/3 oz BOURBON WHISKY

1 oz SUCCO di LIMONE

1/2 oz SCIROPPO ZUCCHERO

BICCHIERE: COPPETTA / OLD FASHIONED

METODO: SHAKE & STRAIN

GUARNIZIONE: FETTA ARANCIA

IL NECESSARIO

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Bicchiere

Bottiglie

Strumenti

STORIA del WHISKY SOUR

Se parliamo di sour, non possiamo non parlare di whisky sour cocktail, il drink forse più richiesto per questa categoria di drink!

Il “sour” è una categoria che ha delle regole di costruzione ben definite, ha una base di distillato, una dose di zucchero (o sciroppo di zucchero), succo fresco di limone e albumina per donare al drink una texture setosa e morbida, oggigiorno peculiarità del drink.

Va però detto che i sour non sono sempre stati così, se risaliamo fino ai tempi della loro creazione notiamo come l’albume non fosse usato, e come lo zucchero fosse usato “powder” e non in sciroppo, così facendo i drink erano ben più decisi e sbilanciati a favore del distillato utilizzato, mantenendo comunque un ottimo bilanciamento grazie al limone che rendeva l’acidità perfetta per garantire comunque un buon equilibrio ed una continuità di beva.

Storicamente parlando si pensa che i sour siano una creazione del barman Elliott Stubb, che nel 1872 stanziatosi ad Iquique (Perù) abbia cominciato a sperimentare drink differenti per accaparrarsi clientela.

In realtà una sorta di sour viene citata già 10 anni prima da Jerry Thomas nel suo, ormai famosissimo, “bon-vivant companion, bartender’s guide how to mix drink”, nel quale il professore ci riporta la seguente ricetta del suo whiskey sour:

  • (Use small bar-glass.)
  • Take 1 large tea-spoonful of powdered white sugar dissolved in a little Seltzer or Apollinaris water
  • The juice of half a small lemon
  • 1 wine-glass of Bourbon or rye whisky

Fill the glass full of shaved ice, shake up and strain into a claret glass. Ornament with berries.

Come notiamo nè lo sciroppo di zucchero nè l’albume vengono utilizzati.

Probabilmente lo stesso Stubb costruiva il drink il maniera simile, provando a miscelare i primi sciroppi di zucchero ed utilizzando quasi certamente il “limon de pica” come componente acida, frutto originario delle zone in cui il barman si era insediato.

L’evoluzione del drink, delle mode e della miscelazione ha portato ad aggiungere albumina donando una texture setosa e morbida, oggi imprescindibile per i sour di ottima fattura.

Inoltre ci sono linee di pensiero discordanti anche sul bicchiere di servizio, chi lo preferisce in un tulip, dove si può ben vedere come il sour sia “vivo” nella sua evoluzione nel bicchiere, chi invece lo preferisce “on the rocks”, chi lo vuole “old style” con zucchero semolato e senza albumina, chi invece ritiene che il bilanciamento perfetto sia quello raggiunto con la ricetta moderna.

Insomma, come spesso accade l’evoluzione fa il suo corso e anche la mixology non è esente da ciò, quello che abbiamo voluto evidenziare col nostro video è proprio le diverse tipologie di costruzione e bicchieri che un drink come il sour può avere. Per quanto sia un drink semplice e facilmente replicabile, ci sono tanti piccoli dettagli che, come sempre, fanno la differenza, soprattutto in relazione all’avventore che ci troviamo al banco!

Cheers,

Michelangelo

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