Caipirinha cocktail, ma l'Aglio che centra?!: Ricetta e Preparazione

Caipirinha cocktail, ma l'Aglio che centra?!: Ricetta e Preparazione

CAIPIRINHA

2 oz CACHACA

1/2 LIME (4 SPICCHI)

2 BS ZUCCHERO CANNA BIANCO


BICCHIERE: 
OLD FASHIONED

METODO: BUILD

GUARNIZIONE: FETTINA LIME

IL NECESSARIO

Puoi creare anche tu un cocktail buono come quello fatto da Michelangelo! Potrai offrirlo ai tuoi amici, oppure condividerlo con la tua dolce metà. Servono pero’ tutti gli ingredienti giusti, e gli strumenti del bartender.

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Bicchiere


Bottiglie

Strumenti

STORIA CAIPIRINHA

“Se la vita ti offre un limone, tu fatti una caipirinha”

Ci sembrava doveroso iniziare a parlare di uno dei drink più famosi al Mondo con un proverbio brasiliano che incarna tutto lo spirito di gioia e vitalità che siamo abituati a vedere nei carioca.

Eppure la storia della “caipi” non è cominciata certo in un contesto di felicità, anzi…

È il 1500 quando il Brasile diventa colonia portoghese e ben presto, nel 1815,  entra a far parte del “Regno unito di Portogallo, Brasile e Algarve”, e di fatto è assoggettato ai reali portoghesi ed alle leggi europee.

Le prime esplorazioni del territorio erano volte alla ricerca di oro e argento, ma ben presto si capì che il Brasile offriva molto di più dal punto di vista agricolo che di risorse e giacimenti e, nonostante una buona dose d’oro riuscì a saziare le iniziali smanie dei reali portoghesi, tabacco, cotone, caffè, zucchero e alcuni giacimenti di gemme preziose fecero del Brasile la colonia più importante e prolifera del Portogallo.

Intanto gli schiavi africani approdavano sulle coste brasiliane tramite il famoso “triangolo commerciale”, ma anche le popolazioni indigene vennero usate per far fronte alla richiesta di manodopera sempre maggiore, al punto che i contadini brasiliani vennero ridotti in schiavitù e retribuiti solo con un pasto al giorno e della “guarapa”, uno scarto di produzione della lavorazione della canna da zucchero, che nel frattempo divenne una delle maggiori coltivazioni, assieme a caffè e tabacco,  del territorio brasiliano.

Involontariamente i portoghesi diedero il via alla nascita ed alla sperimentazione di una miscela che sarebbe poi passata alla storia come la bevanda brasiliana per eccellenza.

Difatti i caipira (i contadini brasiliani) erano soliti utilizzare lo scarto di canna da zucchero e della melassa non fermentata, addizionandole ad un miscuglio di lime e aglio, ottenendo così una bevanda corroborante, rinforzante e medicamentosa. In effetti se andiamo ad analizzare gli ingredienti di questo losco intruglio ci rendiamo conto di come l’apporto di vitamina C dato dal lime era fondamentale per contrastare lo scorbuto, l’aglio invece è da sempre  conosciuto per i suoi poteri antinfiammatori e come potente battericida su tutto l’organismo, la melassa (spesso sostituita dal miele) apportava vigore e zuccheri utili per far fronte alle faticose giornate nei campi. Insomma l’antesignana della moderna caipirinha era una vera e propria medicina.

Col passare del tempo e la crescente consapevolezza circa la distillazione, si cominciò a produrre un distillato ottenuto dal succo di canna da zucchero brasiliana, meno nobile ed elegante del rum, con sentori più spigolosi e ruffiani. Era nata la Cachaca, il “segreto” dei caipira, che impararono a distillare la loro “dose” di guarapa, ottenendo un distillato decisamente poco gradevole, ma che aggiunto alla miscela vista in precedenza aiutava anche a disinfettare l’organismo e prevenire i mali di stagione.

caipirinha cocktail

La Cachaca si diffuse a tal punto tra i contadini brasiliani che i coloni portoghesi furono costretti ad imporre la loro proibizione sulla produzione ed il consumo per quella fascia sociale. Le conseguenza di questo gesto furono imprevedibili, i contadini ed i latifondisti che avevano il compito di gestire e curare i caipira, si ribellarono, facendo la famosa “rivolta della cachaca” nel 1660, ed iniziò un periodo di guerre intestine tra indigeni e coloni che durò per  oltre 150 anni, fino a quando nel 1822 il Brasile fu dichiarato uno stato indipendente.

Il “nuovo” popolo brasiliano decise di brindare con la bevanda che più di ogni altra li rappresentò  in questo periodo di guerre e rivolte, il famoso intruglio che donava forza,vigore e salubrità ai caipira, ed in loro onore la chiamarono “caipirinha”.

La bevanda come la conosciamo oggi ha caratteristiche differenti, il distillato si è evoluto, pur mantenendo toni ruffiani e vegetali del suo antenato, il lime è immancabile e lo zucchero, rigorosamente di canna bianco, è un ingrediente fondamentale per bilanciare il tutto. E l’aglio? Bhe sicuramente oggi presentare una caipi con l’algio farebbe storcere il naso, ma noi di ITB l’abbiamo fatto, volete vedere la ricetta? Vi lascio a questo link il video in cui vi spieghiamo come fare. Voi fateci sapere se avete avuto il coraggio di assaggiarla.

Nel 2003 la caipirinha venne nominata, tramite decreto legislativo, bevanda nazionale del Brasile! Onore alla cachaca, alla caipirinha ed ai brasiliani, che con la loro medicina e la loro rivolta ci permettono ancora oggi di assaporare uno dei drink più famosi al Mondo!

Cheers!

Michelangelo