Tom Collins Cocktail: Ricetta e Preparazione

Tom Collins Cocktail: Ricetta e Preparazione

TOM COLLINS

1 1/4 oz OLD TOM GIN

1 oz LIMONE

3/4 SIMPLE SYRUP

TOP SODA

BICCHIERE: COLLINS

METODO: BUILD

GUARNIZIONE: SPICCHIO LIMONE

IL NECESSARIO

Puoi creare anche tu un cocktail buono come quello fatto da Gean! Potrai offrirlo ai tuoi amici, oppure condividerlo con la tua dolce metà. Servono pero’ tutti gli ingredienti giusti, e gli strumenti del bartender.

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Bicchiere

Bottiglie

Strumenti

STORIA del TOM COLLINS COCKTAIL

Lasciamo per un attimo l’annosa diatriba che riguarda i collins ed i suoi fratelli fizzies, rickeys, daisy e cooler (di cui ci occuperemo in un articolo dedicato) e parliamo della nascita di questo drink e del perché si chiama così…

…Tutto ebbe inizio con uno scherzo!Era il 9 Novembre 1874 ed il New York Herald era uno dei giornali più influenti e letti al mondo, quando in redazione si decise di pubblicare un articolo in prima pagina in cui si affermava che gli animali erano fuggiti dalle loro gabbie nello zoo di Central Park e si stavano scatenando per la città. Un leone era stato visto all’interno di una chiesa. Un rinoceronte era caduto in una fogna. La polizia e la guardia nazionale stavano “combattendo eroicamente le bestie, ma già quarantanove persone erano morte e duecento ferite”, queste le parole usate nel disperato articolo che capeggiava in prima pagina e che occupava ben sei colonne. Molti lettori si fecero prendere dal panico, le stazioni di polizia vennero prese d’assalto e la città fu quasi paralizzata, ma…in fondo all’articolo si affermava che quanto scritto sopra si trattava di una colossale burla! Certo questo monito fu scritto in piccolino ed in calce alla pagina, ma l’effetto sortito era quello che, fondamentalmente, il caporedattore dell’Herald desiderava…

New york herald article awful calamity
Pagina del New York Herald del 9 Novembre 1874.

Ma cosa c’entra tutta questa storia col nome del nostro drink? Ebbene, quando si volle sapere chi firmò l’articolo, il nome più accreditato fu quello del giornalista Tom Collins, così quando si andò alla sede del giornale per “sistemare” le cose, ma soprattutto per evitare cause legali, tale Tom collins non si trovò e l’ufficio stampa dell’Herald si affrettò a dire che “nessun Tom Collins era mai stato alle dipendenze del giornale”, così da allora, quando  in America si chiede “hai mica visto Tom Collins”’ lo si fa in riferimento ad una cosa che non esiste.

Questa cosa ci torna utile perché la prima apparizione scritta del cocktail la troviamo sul mitico manuale di Jerry Thomas, nell’edizione del 1876, sul quale però, il professore non cita alcun riferimento a nomi di eventuali inventori del drink, ed eccoci ricollegati al nuovo modo di dire del tempo…

Da allora “Tom Collins” sarà il nome di questo drink, nato peraltro con gin dolcificato di scuola olandese chiamato “Old Tom”(una sorta di genever all’inglese) altro richiamo all’appellativo del cocktail. 

Anni dopo il gin dolcificato sparì per fare la sua ricomparsa solo in anni recenti con l’avvento della nuova era del bere miscelato

Diverse sono le varianti per la famiglia dei Collins, accanto al Tom troviamo:

Sandy Collins = scotch whisky

Mike Collins = Irish whiskey

Jhon Collins = dry gin

Jack Collins = apple brandy

Pierre Collins = Cognac

Ovviamente sempre tutti legati con limone, zucchero e una bella dose di soda, una commistione di ingredienti che al tempo della creazione del drink serviva più che altro per rendere bevibili i distillati che venivano prodotti con tecniche poco raffinate ed in cui spesso testa e coda della distillazione venivano lasciate nel prodotto finito.

Sperando di avervi raccontato un altro aneddoto piacevole sulla storia di questo fantastico mondo che è il bere miscelato, vi saluto come sempre…

Cheers!

Michelangelo

tom collins cocktail
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