Perche' la Musica e' essenziale per il successo o fallimento del tuo Bar.

Perche' la Musica e' essenziale per il successo o fallimento del tuo Bar.

La scelta della giusta playlist da proporre all’interno di un locale è uno degli ingredienti più importanti per il successo dello stesso.

Una “colonna sonora” sbagliata invece non farà altro che far sentire i tuoi clienti dei pesci fuor d’acqua, soprattutto quando la musica scelta non si adatta affatto al tipo di locale ed al momento scelto per suonarla. Per non parlare poi del volume a cui spesso la musica è presente nei locali.

Avete un cocktail bar stile speakeasy anni ’30? Molto bene, allora per voi è preferibile rappresentare al meglio quel periodo storico, le ballate, lo swing, musiche malinconiche e la nascita del jazz e le voci blues; per citarne alcuni io suggerirei di non dimenticare mai Ozzie Nelson, Nat “king” Cole, Billie Holiday con l’indimenticabile Interpretazione di “Summertime” del 1936 e come non citare la grande Ella Fitzgerald? Insomma questi sono solo alcuni dei nomi  e dei brani che hanno reso celebri quegli anni.

Avete scelto per un locale con un tema specifico? Allora informatevi circa le musiche legate all’ambiente. Un locale tiki avrà sicuramente note che richiamano i mari e le ballate caraibiche; un locale moderno, potrà avvalersi di un sound lounge, chillout o uno smooth jazz….

Insomma le varianti sono davvero infinite.

Altro aspetto da non sottovalutare è il volume a cui la musica viene trasmessa, un volume troppo alto impedirà una corretta relazione tra gli ospiti, al punto che questi saranno scocciati ed annoiati perché non si riesce nemmeno a parlare, cosi il volume generale del locale aumenterà ed entrando si percepirà solo un gran frastuono e non una sensazione rilassata e tranquilla.

Avete mai provato a spegnere improvvisamente la musica nel vostro locale?

Vi accorgerete di come immediatamente il “volume” del locale calerà, questo è sintomo che la musica era troppo alta e costringeva le persone ad alzare i toni della voce.

Altra questione fondamentale è il timing in cui un certo genere di musica o un brano vengono fatti “girare” nel locale.

La mattina durante le colazioni, a pranzo coi colleghi o per un aperitivo nel pomeriggio, ciascuno di questi momenti ha bisogno del giusto sound per accompagnare al meglio i nostri ospiti.

Vi immaginate fare colazione con cappuccio e cornetto, magari appena svegli e assonnati ed arrivare in un locale in cui stanno passando “toxicity dei SOAD? Ok, provateci poi mi fate sapere….

Siate coerenti con le vostre drink list e col vostro brand.

Avete dei cocktail classici e un arredamento vintage? Cercate di creare una playlist che possa essere un ottimo accompagnamento a tutto questo, deve essere un tutt’uno, uno non può esistere senza l’altro.

Non soffermatevi su ciò che piace a voi, i gusti personali, in quanto tali sono discutibili, ma se create un “branding” che ha tutto collegato, è più facile giustificare delle scelte musicali.

Quante volte capita di dire, “non è il mio genere, o il mio stile, ma per il contesto va bene così”, ecco questo vuol dire che avete fatto centro!

“La musica influenza profondamente i nostri ritmi biologici, lo sapevano benissimo anche le civiltà antiche”, dice lo psicologo Dr. Nikola Djordjevic, “Batterie, percussioni e tamburi venivano usati per gasare e aumentare la concentrazione di eserciti e soldati, mentre invece flauti e strumenti a corda servivano ad ammaliare e creare ambienti rilassanti”.

Non tralasciate un altro aspetto importante, la musica a “porte chiuse” come la chiamo io.

Di cosa si tratta? Semplice, seguendo quanto citato dal Dr Djordjevic, impariamo a dare la giusta carica al nostro staff con musiche dai bpm maggiori in fase di preparazione della linea e prima dell’apertura, o quando, durante le pulizie e la chiusura serve dare l’ultimo sprint per terminare in bellezza un service faticoso.

Viceversa sarà necessario avere una musica rilassata e rilassante durante riunioni, o magari per la zona cucina.

Insomma la scelta della musica, dei tempi  e del genere influenza il mood delle persone, sta alla nostra abilità creare sempre l’ambiente giusto.

Sembra strano ma e’ cosi’, modellando l’esperienza auditiva tramite la musica si puo’ in un certo senso di conseguenza modellare il comportamento e il mood/feeling dei clienti all’interno del locale. L’importante e’ non forzare il tutto, mai per esempio mettere musica energetica durante una serata con pochissime persone. Usare sempre il buonsenso.

In ultimo dobbiamo, come sempre, analizzare gli aspetti legali ed i vincoli cui questi ci costringono.

In italia abbiamo istituzioni come la SIAE che regolano tutto cio’ che riguarda la musica in ambienti commerciali come  bar, negozi o un ristoranti.

In particolare la SIAE afferma che:

LE OPERE DELL’INGEGNO SONO PROTETTE DALLA
LEGGE SUL DIRITTO D’AUTORE. PER QUESTO OCCORRE CHIEDERE
UNA LICENZA, IN MODO DA ESSERE IN REGOLA COME
UTILIZZATORI DURANTE LA RIPRODUZIONE DI UN’OPERA. I
COMPENSI RICHIESTI COSTITUISCONO LA RETRIBUZIONE DI CHI HA
LAVORATO ALLA CREAZIONE DI UN’IDEA E DANNO VALORE
ALL’INTERA INDUSTRIA CREATIVA.

Ci sono un sacco di dibattiti dove si discute come queste regole siano piu’ o meno etiche/giuste, ma ovviamente non e’ compito di ItalianBartender trattare questi argomenti.

Quello che vi consigliamo caldamente di fare e’ di leggere e studiare sempre bene le regole che accompagnano l’uso di musica negli spazi pubblici, perche’ le multe possono essere salate.

Direi che anche questa volta abbiamo cercati di sviscerare al meglio un argomento caldo e delicato, come sempre lasciate un commento qua sotto se volete condividere le vostre idee a riguardo o se avete dei suggerimenti per integrare l’articolo,anche con esperienze personali, soprattutto per quanto riguarda i fattori legali collegati con la SIAE.

Grazie per l’attenzione e non dimenticatevi di seguirci anche sugli altri canali, youtube, instagram e facebook per far parte della nostra community, volta al bere consapevole, culturale e di classe!

Federico, ITB staff.

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