La Vodka

La Vodka

La vodka è un distillato non invecchiato ottenuto dalla distillazione di patate, cereali e in alcuni casi anche frutta; La Polonia ne detiene la paternità, ma la Russia rivendica la produzione industriale e le prime distillerie durante il periodo zarista.

LA STORIA DELLA VODKA

Nella storia della vodka anche l’Italia ha fatto la sua piccola parte, difatti furono i commercianti genovesi, grazie ai loro lunghissimi viaggi e ai loro immensi commerci, a portare alla corte degli zar i primi distillati, sicuramente a base di vino, vista la grande tradizione italiana. Una volta provato il distillato la nobiltà russa, capitanata dallo zar, intuì l’enorme profitto potenziale di una produzione di un’acquavite da loro creata e commercializzata; la scelta della materia prima ricadde su quei cereali che abbondavano nella fredda steppa russa, segale e grano, accompagnati anche da patate e vino fatto arrivare dalla Crimea. La prima distilleria sorse in Polonia nel 1534 per opera di un erborista che utilizzava il prodotto della distillazione per conservare i preparati medici da somministrare ai propri pazienti.

Ivan il terribile

Nel 1540 lo Zar Ivan Il Terribile avviò la produzione ed il commercio delle bevande alcoliche sotto stretto controllo governativo, il giro economico che ne conseguì fu enorme e nel secolo successivo lo zar Pietro il Grande impose il commercio di Vodka in fusti da 12 litri tanta era la richiesta, nonostante l’alta gradazione del prodotto. Nel 1752 gli introiti derivati dalla tassazione sugli alcolici arrivarono a sfiorare il 40% del bilancio della corte degli zar. Il primo contatto “europeo” con la Vodka lo ebbe Napoleone nel 1812 quando, durante la campagna di Russia, si vide costretto a sottrarre ingenti quantità di vodka per le sue truppe, pur di trovare un rimedio al nemico pìù grande che avesse mai incontrato, il “Generale Inverno”, ciò non bastò e fece seguito la disastrosa ritirata che noi tutti conosciamo. Per i sovrani russi era importante detenere il controllo, e di conseguenza il potere economico, derivato dalla produzione del distillato, sia per mantenere lo stile di vita sfarzoso all’interno delle corti, sia per finanziare infrastrutture e guerre. Fino agli anni ’20 del secolo scorso la Vodka era confinata all’interno della cosiddetta “VODKA BELT” ovvero i confini dei tre paesi produttori, Russia, Polonia e i tre paesi scandinavi e solo dopo la rivoluzione bolscevica l’Europa potè conoscere realmente la vodka (o Wodka, se di produzione polacca). Questo fu possibile grazie al fuggi fuggi delle grandi famiglie della nobiltà russa che si videro sottrarre i loro terreni e privare del loro potere, così, per non essere arrestate o uccise, dovettero cercare riparo altrove, la vicina Europa faceva alloro caso. Tra queste famiglie nobili ci fu anche quella “capitanata” dal conte Piotr Smirnov che, dopo una prima tappa in Turchia, costruì la sua distilleria in Polonia, ed infine si stanziò definitivamente in Francia nel 1925, dove cambiò anche nome, diventando Pierre Smirnoff, più adeguato alla società snob parigina. Inizialmente la vodka non ebbe il successo sperato soprattutto a causa dei gusti francesi che erano legati alla morbidezza e varietà organolettica di Cognac ed Armagnac, ma pian piano si ritagliò la sua nicchia di consumatori anche grazie ad una Francia “vedova” di assenzio per via della proibizione di quegli anni. La vodka subì il fascino dei commerci e dei mercati d’oltreoceano e fu portata in America, ma qui, almeno inizialmente, non ebbe successo. Ancora troppo minato dai recenti fatti proibizionisti era il terreno americano, che per quanto potenziale avesse vedeva una enorme frattura psicologica, economica e sociale ancora troppo larga per essere ricucita. Si dovette aspettare ancora qualche anno, e con l’aiuto di Rudolph Kunett, un russo emigrato negli stati uniti per commerciare alcolici, che acquistò dalla famiglia Smirnoff i diritti per produrre la vodka in America, il distillato cominciò ad avere il successo sperato grazie ad un ottimo piano marketing di Kunett e di alcuni amici che lanciarono alcune campagne pubblicitarie ben mirate e che cominciarono a diffondere drink a base vodka, il più famoso dei quali divenne il Moscow Mule lanciato nel 1947 e reso famoso in diversi locali grazie anche all’appoggio di volti noti e star del cinema, da Andy Warhol a Woody Allen, che prestò la sua immagine a smirnoff per fare pubblicità al distillato ed al cocktail.

woody allen vodka smirnoff moscow mule

Si arriva così a quella che viene definita come “Vodka craze”, personaggi del mondo dello spettacolo bevevano drink miscelati e facevano di tutto per essere ripresi e fotografati nei locali più “in” mentre consumavano vodka, Ian Flaming fece il resto, facendo bere al “suo” James Bond il “Vesper martini”, variante del classico drink dove il gin viene sostituito quasi per intero con la vodka e servito in coppetta, agitato e non mescolato, segno distintivo di come era solito bere il cocktail 007.

james bond beve vodka martini

Giungiamo ad anni più recenti, dove star della musica e attrici del cinema “usano”  la vodka come veicolo promozionale e la elevano a status symbol; ne è un esempio Madonna, che è solita bere vodka martini o cosmopolitan, drink, quest’ultimo, reso ancora più celebre dal telefilm di fine anni ’90 “Sex and the city” dove  la protagonista Sarah Jessica Parker , alias Carrie Bradshaw, ordina spesso un “grey goose cosmopolitan”.

locandina sex and the city cosmopolitan

Oggigiorno la vodka, come il gin, sta vivendo una seconda giovinezza e la produzione non è più solamente legata ai paesi d’origine, ma è ormai mondiale. Quasi tutti i paesi  possono vantare diverse produzioni del distillato, partendo da diverse basi, dai cereali classici alle fecce della produzione vitivinicola, passando per frutta e botaniche varie. Inoltre l’ultima tendenza per  la vodka sembra quella di rappresentare una grande calamita per quegli imprenditori che hanno fatto del loro nome o del loro brand un simbolo mondiale, i maggiori sono sicuramente i grandi stilisti (ma anche famose distillerie di gin o produttori di auto di lusso) che affiancano e prestano il loro nome e le loro risorse a distillatori minori, vantandosi  così di avere il proprio nome legato al mondo dei distillati, oggi di grande attrattiva. Spesso queste produzioni più incentrate su manovre di marketing e di immagine culminano in prodotti di elevatissimo prezzo e non sempre, ahimè, di grande qualità produttiva salvo rare eccezioni. Ciò che ci riserva il futuro per la vodka non ci è dato saperlo, quello che io consiglio è di avvicinarsi al distillato con grande rispetto e di gustarlo miscelato nei drink che l’hanno reso celebre, dal Moscow mule, passando per il Cosmopolitan arrivando al Vodka Martini dry; e se proprio la nostra passione per la vodka è tale da farci riconoscere ogni minima sfaccettatura di gusto anche in questo distillato spesso neutro, allora, ma solo allora, potremmo degustarlo in purezza…nel qual caso consiglio vivamente di venirmi a trovare accompagnati, o di ritornare a casa in taxi.

PRODUZIONE DELLA VODKA

La produzione della vodka

La vodka può essere prodotta da cereali come grano, segale e orzo, ma anche da patate, frutta e in rari casi anche da mosti di vino.

Attualmente la produzione mondiale è volta alla purezza e neutralità totale, come vanto per le aziende di un prodotto perfettamente neutro, frutto di diverse distillazioni. Va precisato che già alla seconda distillazione (sempre con testa e code tagliate) si ottiene un distillato puro e che le vodka moderne hanno un residuo aromatico inferiore all’1%; la scuola polacca persegue la tradizione di 2 distillazioni e utilizzano generalmente patate o segale. In quest’ultimo caso le vodka prodotte potranno essere miscelate in quei drink in cui vogliamo sia presente il sentore della materia prima, viceversa per drink classici possiamo utilizzare vodka con maggiori distillazioni, più pure, per la loro maggiore versatilità.

La distillazione avviene in alambicchi di rame, sia a colonna sia misti, i brand che hanno fabbriche molto alte possono utilizzare alambicchi a colonna molto alti, all’interno dei quali trovano spazio diversi “piatti”, che servono a raccogliere le impurità del mosto in distillazione. Il principio fisico che segue la distillazione è molto semplice, la molecola dell’alcool etilico puro é una molecola più leggera di ogni altro, pertanto i piatti raccolgono le impurità man mano che si arriva alla sommità della colonna di distillazione, va da sé che maggiore è l’altezza della colonna e di conseguenza il numero di piatti in essa inseriti, maggiore sarà la purezza dell’alcool ottenuto e via via sarà così per tutte le distillazioni che si vorranno ripetere.

L’alcool ottenuto all’uscita dell’alambicco verrà fatto riposare per alcuni mesi in tini di metallo, per poi essere filtrato ed eliminare eventuali impurità sedimentate. Le materie usate per la filtrazione sono generalmente i carboni ottenuti  da legna di betulla o acero, anche se oggigiorno, per un principio di distinzione e accrescimento mediatico del brand si utilizzano sistemi fantasiosi, come calcari della Champagne, sabbie di quarzo o polvere diamantifera. L’ultimo passaggio è l’addizione dell’acqua, piovana, distillata o sorgiva, per attenuare il grado alcolico ed ottenere quello desiderato per la messa in commercio del prodotto.

Generalmente la vodka è un distillato non invecchiato, ma ci sono vodka invecchiate(come la Starki polacca) e nuove strade su cui le aziende stanno marciando per il futuro.

IL DISTILLATO

Qualche marchio che potete trovare su Vodka Distillati su Amazon, potete ordinarle e riceverle comodamente a casa vostra! Belvedere, Ciroc, Beluga, Zubrowka, Grey Goose, Absolut, la famosissima Smirnoff storica vodka affiancata la moscow mule. Sbizzarritevi!