Long Island Iced Tea Cocktail: Ricetta e Preparazione

LONG ISLAND ICED TEA

1/2 Oz VODKA

1/2 Oz TEQUILA

1/2 Oz RUM BIANCO

1/2 Oz GIN

1/2 Oz TRIPLE SEC

FILL SOUR

TOP COLA


BICCHIERE: 
COLLINS

METODO: BUILD

GUARNIZIONE: FETTA LIMONE

IL NECESSARIO

Puoi creare anche tu un cocktail buono come quello fatto da Michelangelo! Potrai offrirlo ai tuoi amici, oppure condividerlo con la tua dolce metà. Servono pero’ tutti gli ingredienti giusti, e gli strumenti del bartender.

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Bicchiere


Bottiglie

Strumenti

STORIA

LONG ISLAND ICE TEA: Un cocktail sottovalutato?

Buonasera Bartenders, Drink lovers e bevitori curiosi.

 

Oggi parliamo di uno dei long drink più famosi al
Mondo, ma poco apprezzato dai moderni bartenders: Il long island ice
tea
. Perché questo rapporto di amore e odio tra avventori del banco e
sostenitori del bere miscelato?

Il cliente target per il LIT è un giovane degli
anni 80-90, alla ricerca di divertimento e sballo da discoteca e di un drink “forte”
per condire il tutto. Diciamo subito che il Long Island ha questa nomea di
drink “forte” perché molto spesso si sbaglia la sua costruzione, o certamente
si sbagliava a farlo negli anni del suo successo. Avete presente il flair bar
tender? Avete presente quei barman, o sedicenti tali, che tenevano in mano 4
bottiglie? Ecco, qui nasce l’errore, l’incapacità di dosare gli spiriti
presenti nel drink quando versati in free pouring con 4 bottiglie in mano è
alla base del successo del drink. Ovviamente le dosi non erano precise men che
meno il bilanciamento, e venivano pertanto serviti drink con ben oltre 2 once
di spirito, il tutto reso “bevibile” dall’aggiunta di limone, zucchero e
coca-cola. A ben vedere la differenza in termini di quantità di alcool non è
poi cosi diversa da altri long drink, purtroppo però il LIT è nato sulla scia
di un fenomeno di massa del bere inconsapevole che si è affermato nella seconda
metà degli anni 70 in America, che andava di pari passo con le prime discoteche
dove si suonava musica dance, e dove cominciavano a girare droghe e ogni sballo
disponibile.

che ha  Partiamo
da un errore: Il long Island Ice tea “ha più alcool”: non è esattamente così! I
Long drinks hanno 6 cl – 2 oz di parte alcolica (decidete voi il metodo di
misurazione alla quale vi trovate meglio), quindi la differenza tra un long
island e altri long drinks (gin tonic, cocktail paloma, moscow
mule
, ecc.; insomma quelli serviti nel bicchiere Highball), almeno per
volume alcolico, è minima; Altri motivi perché piace il long island?
Sicuramente la presenza della coca cola, visto anche le richieste del “cuba
libre”. Piace perché rimane abbastanza dolce e dissetante: alla fine sembra un
freddo
! Forse perché con il boom del flair bartender alcuni operatori
tengono nelle loro mani anche quattro bottiglie contemporaneamente, rendendo il
tutto molto figo! (dando un vantaggio non indifferente per quanto riguarda la
tempistica di esecuzione del drink).

Personalmente quando mi chiedono questo cocktail
mi sento messo alla prova,  perché non è
facile bilanciare il tutto! Soprattutto la parte “sweet” e “sour” se
interpretata in modo errato sbilancia il drink che diventa troppo dolce
(ricordiamoci che poi ci va anche la coca) o troppo acido, rendendolo assolutamente
imbevibile. Negli anni sono nati molti premix per creare ottimi Sweet&Sour”,
facilmente prepara bili e utilizzabili in un’unica soluzione.

Ma quando e dove nacque il Long Island ice
tea? 

Ovviamente nella località di Long Island,
nello stato di New York, precisamente nell “Oak Beach Inn” negli anni 70. L’inventore,
un certo Robert Rosebud detto “Butt”, portò
ad una competition a tema Triple Sec una bevanda che sembrava tè freddo sia per
colore sia per sapore; dopo pochi mesi ovunque si andasse si poteva chiedere un
LIT anche se buona parte della sua fama e del suo successo sono avvenuti nel
Periodo Grunge (negli anni 90), quando nelle feste adolescenziali, i ragazzini
“mascheravano” il cocktail in un tè freddo (molti di loro non aveavano 21 anni,
quindi, non potevano bere alcolici). La miscela fatta da non professionisti e
il successo viscerale del drink hanno fatto si che si diffuse un cocktail
sbilanciato, senza un preciso metodo di costruzione, senza una codifica
riconosciuta e senza che gli ingredienti fossero tutti presenti (leggi tequila)

Il mito più grande che dobbiamo sfatare è la
credenza che il il Long island ice tea sia nato durante il proibizionismo… Non
è vero

Il perché è presto detto, se ragioniamo e
ripercorriamo la storia del proibizionismo e degli ingredienti del drink ci
accorgiamo di come sia impossibile che il LIT fosse nato in quel periodo. Vi
basti pensare che la vodka arrivò negli USA solo negli poco prima degli anni 40,
ma non fu accolta bene da un mercato che “beveva” segale e mais, la diffusione
di massa si ebbe nella seconda metà degli anni 40. Inoltre la difficoltà di
reperire gli spiriti smorzava le velleità dei barman che solo grazie all’azione
dei rum runners e del mercato nero gestito dai gangster potevano entrare in
possesso dei distillati, rischiando comunque di venire scoperti. Discorso
differente va fatto per la cola, la Coca-Cola presente sul mercato fin da fine ‘800,
non fu mai apprezzata dai barman del tempo, che non la vedevano di buon occhio
miscelata alle loro creazioni

Ma come si prepara davvero il Long Island Ice
Tea?

Bhe il video di Michelangelo lo spiega bene, ma
come da lui stesso affermato ogni barman segue un filone, che sia quello di
shakerare il drink, costruirlo build, oppure mixarlo.

La ricetta presente nel manuale IBA (e anche
l’originale) è: 1,5 cl (1/2 oz) Vodka;
1,5 cl (1/2 oz); Rum bianco; 1,5 cl (1/2 oz) London Dry Gin;
1,5 cl (1/2 oz) Tequila; 1,5 cl (1/2 oz); Triple sec (oppure Cointreau); 6 cl
(2 oz) sweet and sour (se vi piace usare il succo di limone e lo sciroppo di
zucchero separati 3,5 cl (1 ¼ oz) succo di limone, 2,5 cl (¾ oz)); top cola.

Tecnica
Build
(gli ingredienti vengono versati in un bicchiere Collins pieno di
ghiaccio)

Altro piccolo capriccio del LIT è la presenza o
meno di tequila, c’è chi la usa e chi no, così come c’è chi usa un preparato
per il sourmix e chi usa separatamente limone e zucchero.

Ma ci sono delle Varianti del Long island?
Certo! 

Il miami ice tea è sicuramente uno dei più famosi
e differisce dall’originale per la presenza del blue curacao al posto del
Triple sec ed il top di limonata al posto della coca cola.

Così come gode di ottima reputazione il Japan ice
tea, che sostituisce triple sec col midori e segue il miami col top di
limonata.

Se proprio volete rimanere fedeli alla nostra bandiera
ecco la versione italica: Il sicilianIce tea con vodka, rum bianco,
mandarinetto, triple sec, succo di limone, zucchero, top chinotto.

Cheers and Enjoy!!!

 Articolo: Alessio Ciucci

Revisione testi: Michelangelo tremolada ITB