Le 6 cose che devi sapere sul Mojito

Il mojito e’ semplice e geniale al tempo stesso! menta, zucchero, succo di lime, rum, soda e infine il supporto del ghiaccio. Chi non vorrebbe tutto cio’ dentro il proprio bicchiere?!

Ma chi lo ha inventato? Sicuramente è un drink creato per fare di necessità virtù!

Tante sono le leggende sulla creazione del mojito, sul suo nome e sulle prime notizie di questo drink, si crede che Sir Francis Drake durante l’assedio dell’Havana del 1586 creò questo intruglio utilizzando il lime, utile per combattere lo scorbuto, la menta, necessaria per coprire i cattivi odori risultanti delle prime forme di distillazioni e utilizzata come coadiuvante della digestione e per le sue doti antinfiammatorie, il rum, o meglio noto al tempo come “aguardiente”, che era il disinfettante per eccellenza sulle navi, sia per le ferite sia per uso alimentare, infine lo zucchero ricco in sali, vitamine e grande riserva di energia. Veniva chiamato DRAQUE dai marinai.

Il tutto era facilmente stoccabile sulle navi e reperibile ai caraibi.

Ti e’ venuta sete eh? Non ti preoccupare, intanto puoi sorseggiare queste 6 curiosita’ sul drink piu’ amato della stagione estiva, magari ripassa anche la ricetta guardando il video della ricetta cubana QUI

1. Nato a Cuba

Ci sono davvero tante teorie sull’origine del mojito, quel che è certo è che è nato a Cuba.

Il nome invece? Cosa significa esattamente?

Derivato dal “Draque” che si beveva sulle navi mercantili e dei pirati, il nome Mojito non ha origini certe, alcuni pensano che derivi da “mojo”, un condimento usato per marinare, altri ritengono che derivi da “mojadito” che significa umido, bagnato. Altri ancora legano il nome al termine vodoo “mojo” che significherebbe “incantesimo”. 

Quello che è certo è che l’interpretazione moderna del draque ad opera di Angelo Martinez, barman presso la Bodeguita del medio, è tutt’oggi quella più gettonata. Va servito con ghiaccio a cubetti, succo di lime e rum havana 3.

L’errore che più spesso viene fatto è quello di costruire il cosiddetto mojito “europeo” fatto con lime a pezzetti, zucchero di canna scuro e ghiaccio pilè, ma se ci pensiamo così d altro non è che una caipirissima alla menta, inoltre anche la costruzione è differente…

La Bodeguita del Medio, Cuba – Immagine di: Wikimedia Commons

2. E’ fatto con il Rum chiaro

La combinazione di menta, zucchero, succo di Lime e soda e’ davvero rinfrescante. Ma la chiave del mojito moderno e’ il rum Havana 3. Diverse sono le interpretazioni di molti barman che utilizzano rum scuro, spesso troviamo delle varianti del mojito con aromatizzazioni particolari, utilizzando premix di frutta o liquori, quel che è certo è che se volete ricreare il vero mojito dovete utilizzare HAVANA 3!

Bartender alla bodeguita del medio – Immagine da Wikimedia Commons

3. A Cuba usano la tecnica muddle, e NON usano lo sciroppo semplice

La tecnica corretta per costruire un mojito è quella build, badate bene però a schiacciare la menta tra le mani affinchè si possano rompere gli alveoli e rilasciare gli olii essenziali della pianta.

A Cuba, presso la bodeguita del medio, il locale più accreditato per la nascita del mojito si usa la tecnica “gentle muddle”! se eseguita correttamente si può fare, ma a mio avviso spesso viene ricreata con troppa solerzia dai barman moderni, andando ad ottenere le note amare della menta in quanto viene pestata con troppa veemenza, andando a rovinare il delicato equilibrio organolettico di questo drink! Pertanto durante i nostri corsi insegnamo a fare il mojito build, onde evitare di cadere nell’errore di rovinare la menta!

Inoltre se volessimo associare il mojito ad una categoria di cocktail questa sarebbero i julep!

Spesso di crede che il mojito sia un muddle altre volte si crede sia un drink a sé.

Da nostre ricerche e seguendo il più fedelmente le tecniche di costruzione e gli ingredienti, a nostro avviso rientra perfettamente nella categoria sopraccitata!

Inoltre spesso vedo mojito costruiti con sciroppo di zucchero, niente di più sbagliato, l’ideale sarebbe uno zucchero di canna bianco!

4. Il ghiaccio a cubi e’ il migliore

Anche qui siamo di fornte all’errore più grossolano che si fa in Italia, l’utilizzo del ghiaccio tritato.

Questo drink viene mantenuto molto meglio se si usano cubi di ghiaccio interi.

Ricordiamoci che il mojito è un drink estivo, pertanto il ghiaccio tritato andrebbe a sciogliersi troppo velocemente annacquando il drink ed alterandone il gusto. Il ghiaccio a cubi ha una superficie piu’ ampia, quindi va a diluire il cocktail molto piu’ lentamente, ricordatevi che il drink contiene gia’ soda!

5. E’ stirrato, non shakerato

La costruzione di un mojito perfetto richiede passaggi tanto semplici quanto perfettamente consequenziali:

Si mette lo zucchero, poi il succo di lime, la menta schiacciata, il ghiaccio a cubetti, poi si versa il rum, affinchè scorrendo sul ghiaccio fa si che questo si sciolga leggermente, l’acqua e gli olii della menta si mixano insieme in modo perfetto. Si fa poi subito un top di soda, prendiamo quindi il bar spoon stirra due volte e tiralo su leggermente, cosi il mix perfetto di olli, zucchero va a spargersi perfettamente per tutto il drink.

6. I bitters sono una buona idea

La ricetta originale del mojito sicuramente non aveva nessun tipo di bitter, ma non spaventarti se in qualche bel locale il bartender li tira fuori durante la preparazione. Aggiungere angostura al mojito e’ un modo intelligente per dargli un twist diverso dal solito. Come abbiamo già visto le varianti del mojito sono diverse, l’importante che la vostra interpretazione non vada a modificarne troppo la struttura e che il drink si mantenga sempre fedele ai parametri originali, fresco dissetante digestivo e corroborante!

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